3.8. Il ciclo continuo: sette giorni di lavoro su sette

Nel settore metalmeccanico i regimi díorario articolati su sette giorni erano tradizionalmente limitati solamente ad alcune mansioni (es.: sorveglianti) e ad alcune tipologie d'impianti (es.: forni fusori); in questi ultimi anni perÚ sono stati sottoscritti accordi aziendali significativi che allungano l'utilizzo degli impianti ad una parte o all'insieme dei reparti produttivi, con 19, 20 o 21 turni settimanali. Ad esempio, il prolungamento della produzione a 18 turni settimanali alla Fiat di Melfi ha significato la messa a regime dei 21 turni per la manutenzione; ma si possono citare molti altri casi analoghi in cui le nuove turnistiche sono un effetto del cambiamento dei modelli tecnologici e organizzativi della fabbrica.

Le articolazioni degli orari su sette giorni settimanali sono molte, anche se limitate dalla necessitŗ di equilibrare l'orario individuale con quello d'utilizzo complessivo degli impianti. In pratica esistono due soluzioni possibili, che presentano aspetti positivi e negativi:

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La prima soluzione consiste nell'applicare un regime di turnistiche che coinvolge l'insieme dei lavoratori con un sistema di squadre, almeno quattro, che si alternano su cicli plurisettimanali.

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Una seconda soluzione Ť quella basata sul part time verticale, con squadre di nuovi assunti che lavorano solamente il fine settimana; questa soluzione presenta l'aspetto di lasciare inalterati gli orari per i lavoratori giŗ occupati, ma contemporaneamente divide i lavoratori in due categorie con interessi contrapposti; l'esperienza dimostra che questa soluzione comporta problemi crescenti nel tempo.

Ovviamente líapplicazione concreta del lavoro domenicale sia con la prima, sia con la seconda soluzione, puÚ essere previsto solo nelle attivitŗ consentite dalla legge 22 febbraio 1934, nį 370 e successivi decreti ministeriali.

3.8.1. Regimi d'orario su venti o ventun turni settimanali

I sistemi a ciclo continuo sono quelli piý ďrigidiĒ nellíorganizzazione degli orari e sono finalizzati a elevate quantitŗ di produzione e/o da necessitŗ di continuitŗ produttiva. Inoltre líestensione dei turni di lavoro permette una maggiore rapiditŗ di reazione alle esigenze del cliente in termini di livello di servizio, poichť líassenza di ďvuotiĒ produttivi consente di programmare costantemente la produzione rispetto al mercato.

Questi sistemi garantiscono il funzionamento dell'azienda 24 ore su 24 per 7 giorni settimanali (168 ore) mentre l'utilizzo degli impianti effettivo Ť di 157,5 ore settimanali; invece nell'ipotesi di 20 turni settimanali, vale a dire con l'esclusione del turno di domenica pomeriggio o domenica notte, l'orario di funzionamento si riduce a 160 ore e l'utilizzo effettivo degli impianti a 150 ore. Nell'eventuale possibilitŗ di utilizzare la mensa a scorrimento rappresentano il massimo d'utilizzo degli impianti.

In questi regimi díorario Ť assolutamente necessario stabilire con precisione i calendari annui, le festivitŗ da rispettare e i giorni di lavoro complessivi nell'arco dell'anno, perchť alcuni regimi di turni presentano il rischio di aumentare l'orario annuo complessivo. Quest'aspetto deve essere considerato anche alla luce delle rilevanti maggiorazioni notturne e festive connesse con questi sistemi di turni (la paga mensile media puÚ arrivare a 200 o piý ore retribuite in rapporto alle maggiorazioni contrattate), poichť si possono determinare differenze retributive annue tra squadra e squadra, data la difficoltŗ naturale a dividere líanno solare in cicli di turni uguali per tutte le squadre.

3.8.1.1. Le quattro squadre

Il sistema tradizionalmente utilizzato nei cicli continui Ť quello derivante dal ciclo 6-2 (sei giorni di lavoro seguiti da due di riposo), illustrato dallo schema nį 10. Questo sistema basato su un ciclo di 8 giorni implica uno sviluppo per sette cicli (8 x 7 = 56 giorni), cioŤ otto settimane, per calcolare la media oraria individuale, che risulta di 42 ore, come evidenzia il seguente calcolo: (48 ore x 7 cicli)/8 settimane (Ť una regola fissa calcolare lo sviluppo su 7 cicli, perchť il numero di giorni complessivi deve sempre essere un multiplo di sette, per poter effettuare il calcolo dellíorario medio settimanale). Con questo sistema capita solamente una volta di fare riposo sabato e domenica contemporaneamente in un periodo di otto settimane e una seconda volta di fare riposo la domenica.

Schema nį 10 - Ventuno turni con il 6 - 2

 

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squadra B

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squadra C

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squadra D

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Questo sistema presenta lo svantaggio di un ciclo particolarmente lungo di lavoro, tra un riposo e l'altro, inoltre la media oraria individuale superiore alle 40 ore settimanali richiede l'inserimento di riposi compensativi supplementari. In tal senso il sistema a 20 turni settimanali, con l'esclusione, ad esempio, del turno della domenica pomeriggio, si ottiene una media esatta di 40 ore settimanali. La faticositŗ di cicli cosž lunghi di lavoro puÚ essere attenuata da un sistema di rotazione piý veloce, che preveda il cambio turno ogni due giorni.

Un sistema particolare Ť quello adottato nellíaccordo S.G.S. Thomson, basato su 20 turni settimanali, che ha la particolaritŗ di inserire dei riposi compensativi supplementari programmati, indicati con ď©Ē nello schema nį 11, oltre i normali riposi derivanti dal ciclo adottato. Questa modalitŗ fa si che líorario medio sia di 36 ore settimanali; quindi le quattro squadre sono rinforzate con organico supplementare per consentire i riposi ulteriori.

Schema nį 11 - Il sistema S.G.S. Thomson - 20 turni

 

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Questo sistema presenta il vantaggio di alleggerire notevolmente la presenza di domenica, in quanto Ť stato eliminato il turno di domenica notte e con i riposi supplementari programmati Ť previsto di lavorare 18 domeniche, 24 sabati e 54 notti (di cui 9 di sabato), su un periodo annuo di 48 settimane.

3.8.1.2. Le cinque squadre

Un sistema di ciclo continuo molto praticato nellíindustria tessile Ť quello delle cinque squadre, che prevede il ciclo 3 - 2 (tre giorni di lavoro e due di riposo). Il sistema si sviluppa su sette cicli di cinque giorni (35 giorni), cioŤ cinque settimane, da cui si ricava l'orario medio individuale: 24 ore x 7 cicli = 168 ore; 168: 5 = 33,6 ore, cioŤ 33 ore e 36 minuti settimanali.

Schema nį 12 - Ventuno turni con il sistema 3 - 2

 

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squadra A

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squadra B

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squadra C

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squadra D

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squadra E

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Indicativamente questo sistema prevede circa 200 giorni di lavoro individuale líanno e 29 domeniche lavorate su 48; ovviamente il conto esatto si puÚ fare sulla base del calendario annuo contrattato e quindi sul numero di festivitŗ infrasettimanali lavorate o meno: ad esempio, líaccordo del Lanificio Loro Piana del 27 novembre 1996 prevede annualmente 334 giorni di utilizzo impianti e 198 giornate di lavoro individuale.

Il sistema delle cinque squadre ha molte varianti: forse la piý interessante Ť quella che prevede una sola giornata di riposo quando si passa dal 1į al 3į turno e tre giornate di riposo quando si passa dal 3į al 2į turno. Sviluppando questa variante si puÚ verificare che non cambiano i dati matematici del sistema, anche se puÚ essere una soluzione che favorisce maggiormente i lavoratori, prevedendo tre giorni di riposo dopo il ciclo del lavoro notturno. Il sistema assume quindi la cadenza 3-3 + 3-2 + 3-1, come indicato nello schema nį 13.

Schema nį 13 - Variante del sistema 3 - 2

 

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squadra A

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squadra B

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squadra C

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squadra D

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squadra E

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Il sistema delle cinque squadre presenta un orario medio notevolmente inferiore a quello stabilito dal Ccnl dei metalmeccanici. Tuttavia sono possibili soluzioni intermedie, con riduzioni díorario piý contenute, se si attua uno scaglionamento delle ferie, con la continuitŗ produttiva anche nel tradizionale periodo feriale di agosto. In questo caso Ť sufficiente prevedere il passaggio ad un regime di quattro squadre per il periodo di scaglionamento delle ferie. In pratica si realizzerebbe un regime che, nei mesi estivi, vedrebbe costantemente una squadra in ferie e le altre quattro che lavorano per un periodo che va dalle 15 alle 20 settimane, in relazione al fatto se si vogliono realizzare 3 o 4 settimane di ferie consecutive. In questo periodo líapplicazione del sistema 6 - 2, con 42 ore settimanali medie eleverebbe la media oraria annua.

Altri sistemi di turnazioni a cinque squadre sono stati realizzati nel settore tessile con il ciclo 4-1 e turni di sei ore, sempre con un orario medio individuale di 33 ore e 36 minuti. Oppure la serie 4-3 + 4-3 + 4-2, con turni di 8 ore, che danno lo stesso orario medio di 33 ore e 36 minuti.

3.8.1.3. Altri sistemi di cicli continui

Come si puÚ verificare nel paragrafo successivo (il calcolo degli organici) gli esempi fin qui riportati sono gli unici che consentono una rotazione regolare di un pari numero di lavoratori sulle stesse posizioni di lavoro, in altre parole la costituzione di squadre (4 o 5 in rapporto all'orario medio individuale) di pari numero di componenti che ruotano in modo regolare sulle stesse postazioni di lavoro. Tutte le altre soluzioni in termini díorario medio individuale, diverse da 42 o 33,6 ore settimanali, richiedono cicli di rotazione non uniformi, cioŤ con lavoratori che fungono da rimpiazzi su diverse postazioni di lavoro. Ovviamente questa puÚ essere una soluzione molto complessa in alcune tipologie produttive giacchť richiede un numero sufficiente di professionalitŗ intercambiabili; inoltre in alcuni casi queste soluzioni contrastano con il desiderio dei lavoratori di mantenere una certa stabilitŗ nelle postazioni lavorative.

In ogni modo queste soluzioni sono giŗ state adottate, in alcuni casi, tra i metalmeccanici e quindi meritano uníattenzione particolare perchť possono rappresentare una modalitŗ di passaggio progressivo dalle quattro alle cinque squadre.

Nell'ambito di queste soluzioni si puÚ citare il sistema 4 - 2, molto utilizzato nel settore della metallurgia non ferrosa, che Ť basato su sette cicli (42 giorni) che corrispondono a sei settimane: (32 ore x 7 cicli)/6 = 37,33 ore settimanali medie (37 ore e 20 minuti). Quindi l'organico necessario Ť dato dall'orario di funzionamento complessivo dell'azienda diviso per l'orario medio individuale: 168 : 37,33 = 4,5 turnisti per posto di lavoro. In questo caso Ť necessario considerare un numero minimo di 9 lavoratori che si alternano su due posti di lavoro per tre turni, come mostra lo schema nį 14.

Schema nį 14 - Ventuno turni con il sistema 4 - 2

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Lo stesso risultato si ottiene con il ciclo che prevede 6 giorni di lavoro e tre di riposo secondo il seguente schema: 1 1 3 3 2 2

Anche in questo caso si realizzano 37,33 ore díorario medio settimanale, a cui corrispondono 4,5 lavoratori per ogni posto di lavoro. Questi sistemi prevedono circa 220 giorni lavorativi individuali allíanno e 36 domeniche lavorate su un ciclo di 48 settimane; con la solita osservazione che il conto esatto dipende dal calendario annuo contrattato.

Un sistema particolare Ť quello adottato dalla Micron di Avezzano, che Ť basato su turni di 12 ore. In questo caso la ragione di un turno cosž lungo deriva dalla particolare caratteristica del ciclo produttivo, il cui prodotto (semiconduttori) richiede un ciclo di circa 10 ore per essere terminato: il fatto che lo stesso lavoratore esegue líintero ciclo del prodotto contribuisce ad evitare errori nel processo produttivo.

Il sistema di orario Ť organizzato su quattro squadre, con due turni al giorno: il 1į dalle 8 di mattina alle 20 di sera, il 2į dalle 20 di sera alle 8 del mattino successivo. Lo schema nį 15 illustra líarticolazione dellíorario, che prevede, per il singolo lavoratore uníalternanza di quattro giorni di lavoro e quattro di riposo, successivamente tre giorni di lavoro e 5 di riposo. In questo caso oltre ai riposi previsti per la squadra Ť stato impostato un riposo individuale a scorrimento.

Schema nį 15 Ė Il sistema Micron

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Líorario individuale Ť di 36,75 ore settimanali medie, con circa 142 giorni lavorati allíanno.

Gli esempi riportati forniscono alcune delle possibili combinazioni nella progettazione dei regimi di turni, perlomeno quelli piý regolari nel loro svolgimento e piý utilizzati nellíesperienza pratica. Sono possibili molte altre soluzioni anche con líapplicazione di turni con durate diverse, oppure con líutilizzo di part time verticali che coprono determinati periodi della settimana.