3.6. Il sei per sei

Questa è una soluzione ormai spesso applicata nella contrattazione sia nella forma dei tre turni giornalieri che dei quattro turni giornalieri, che garantiscono la copertura delle 24 ore giornaliere, come alternativa al sistema dei 18 turni. Individualmente comporta 36 ore di lavoro settimanali (pagate 40), 108 ore d'utilizzo impianti nell'ipotesi dei tre turni giornalieri, 144 nell'ipotesi dei quattro turni giornalieri; anche se nelle applicazioni concrete spesso il turno di sabato notte viene eliminato riducendo a 138 ore l'utilizzo degli impianti e a 34,5 ore medie settimanali l'orario individuale di lavoro. Con la scomparsa della mensa l'orario di funzionamento dell'azienda e l'utilizzo degli impianti risultano uguali, inoltre si tratta di un sistema che garantisce un utilizzo degli impianti superiore ai 18 turni pieni (135 ore), anche se rappresenta un costo superiore per l'azienda in quanto sono necessarie 4 squadre che si alternano, quindi con un incremento del 33,3% dell'organico rispetto alle tre squadre dei 15 turni e del 10% rispetto ai 18 turni.

Nell'applicare questi regimi d'orario ci sono molte soluzioni contrattuali relativamente agli assorbimenti delle riduzioni d’orario esistenti, che possono essere assorbite del tutto o solo in parte. Nell'eventualità di un assorbimento delle riduzioni d’orario esistenti è evidente che non ci sarebbero differenze di costo rispetto ai 18 turni, poiché il 10% sopra indicato è conseguente ad una riduzione secca dell'orario di lavoro da 40 a 36 ore settimanali.

Il vantaggio di questo regime d’orario sta nella ridotta presenza giornaliera, mentre lo svantaggio è relativo al fatto che tutte le settimane è richiesta la presenza al lavoro nella giornata di sabato: questo aspetto può essere temperato solamente dall'escludere i turni serali o notturni del sabato, ma in questo caso si riduce ulteriormente l'orario medio settimanale.

L'esempio dello schema n° 7 illustra una possibile rotazione di quattro squadre di lavoratori, nell'arco di tre settimane, con un regime di quattro turni giornalieri, dove è previsto anche il riposo per il turno notturno del sabato; in questo caso l'utilizzo degli impianti è di 138 ore settimanali e l'orario individuale medio è di 34,5 ore. Riducendo ulteriormente gli orari di lavoro sono possibili anche soluzioni con un turno di lavoro al sabato, come prevede l’accordo della Bonfiglioli di Bologna del 25 aprile 1996 (31,5 ore medie settimanali). Anche in questi esempi è comunque evidente l'aumento occupazionale che si determina per effetto di questo regime d’orario e che è proporzionale al numero di squadre aggiuntive rispetto alla situazione di partenza. In questi primi esempi i quattro turni di lavoro sono caratterizzati dai seguenti orari:

1° turno = 6 – 12;

2° turno = 12 – 18;

3° turno = 18 – 24;

4°turno = 24 – 6.

Schema n° 7 - Il sistema 6 x 6 x 4

squadre

l

m

m

g

v

s

d

l

m

m

g

v

s

d

l

m

m

g

v

s

d

A 6-12

1

1

1

1

1

1

 

4

4

4

4

4

 

 

3

3

3

3

3

3

 

B 12-18

2

2

2

2

2

2

 

1

1

1

1

1

1

 

4

4

4

4

4

 

 

C 18-24

3

3

3

3

3

3

 

2

2

2

2

2

2

 

1

1

1

1

1

1

 

D 0-6

4

4

4

4

4

 

 

3

3

3

3

3

3

 

2

2

2

2

2

2

 

Una possibile variante del sistema 6 x 6, applicata in alcune aziende, è quella prevista dallo schema n° 8, che prevede solamente due turni al sabato di nove ore ciascuno, con la mezz’ora di mensa compresa. Questo sistema presenta il vantaggio di ridurre la presenza al sabato (due sabati lavorati e due liberi); anche se il prolungamento del turno di sabato a nove ore (8,5 lavorate) è indubbiamente gravoso. Con questo sistema è anche previsto un accavallamento dei due turni di sabato che evita al secondo turno di terminare a mezzanotte del sabato; ma l'accavallamento è una soluzione percorribile solamente in condizioni tecnico-organizzative di una qualche elasticità.

Schema n° 8 - Variante del 6 x 6

squadre

l

m

m

g

v

s

d

l

m

m

g

v

s

d

l

m

m

g

v

s

d

A 6-12

1

1

1

1

1

(*)

 

4

4

4

4

4

 

 

3

3

3

3

3

 

 

B 12-18

2

2

2

2

2

(**)

 

1

1

1

1

1

(*)

 

4

4

4

4

4

 

 

C 18-24

3

3

3

3

3

 

 

2

2

2

2

2

(**)

 

1

1

1

1

1

(*)

 

D 0-6

4

4

4

4

4

 

 

3

3

3

3

3

 

 

2

2

2

2

2

(**)

 

(*) Turno di 9 ore, dalle 6 alle 15, con mezz’ora di mensa. (**) Turno di 9 ore, dalle 14 alle 23, con mezz’ora di mensa.

La variante proposta dallo schema n° 8 prevede un orario medio individuale di 34,5 ore settimanali e 137 ore di funzionamento degli impianti.

Una variante simile è quella prevista dall'accordo Dayco Europe (San Bernardo - Ivrea) del 13 febbraio 2003, illustrata nello schema n° 8.1. In questo caso il 1° turno è quello che va dalle 24 alle 6 (gli altri seguono di conseguenza), mentre al sabato è previsto un turno notturno dalle 0 alle 6 e due turni di 7,5 ore.

Schema n° 8.1. - Variante del 6 x 6

squadre

l

m

m

g

v

s

d

l

m

m

g

v

s

d

l

m

m

g

v

s

d

A 0-6

1

1

1

1

1

1

 

4

4

4

4

4

 

 

3

3

3

3

3

(**) 

 

B 6-12

2

2

2

2

2

(*)

 

1

1

1

1

1

1

 

4

4

4

4

4

 

 

C 12-18

3

3

3

3

3

(**)

 

2

2

2

2

2

(*)

 

1

1

1

1

1

1

 

D 18-24

4

4

4

4

4

 

 

3

3

3

3

3

(**)

 

2

2

2

2

2

 (*)

 

(*) Turno di 7,5 ore, dalle 6 alle 13,30. (**) Turno di 7,5 ore, dalle 13.30 alle 23.

L'orario medio individuale è di 35,25 ore settimanali, mentre gli impianti funzionano per 141 ore settimanali.

Attenzione: nell'introduzione di sistemi d’orario giornaliero ridotto è opportuno contrattare le modalità di corresponsione della retribuzione diretta e indiretta (in particolare le ferie e i Par); come pure gli effetti di eventuali assenze non retribuite, in modo da evitare contenziosi successivi che si sono spesso presentati nell'esperienza concreta (vedi l’accordo della Whirlpool Europe del 6 aprile 2000).

In ogni modo è necessario aggiungere che le attuali norme contrattuali prevedono la possibilità di applicare il 6 x 6 con l'assorbimento di una parte dei Permessi annui retribuiti esistenti, infatti, con l'assorbimento di circa 70 ore di Par si parifica l'orario annuo dei normali turnisti a 37,5 ore settimanali con quello del 6x6. In relazione alle norme contrattuali si sono anche verificate applicazioni unilaterali, con il passaggio dai 15 turni al 6 x 6, da parte di aziende che intendevano incrementare l’utilizzo degli impianti. Tuttavia nella maggioranza dei casi questo sistema di orario è stato applicato con un accordo sindacale con un assorbimento limitato delle ore di Par a disposizione dei lavoratori, quindi con una riduzione effettiva dell'orario annuo.